Sto spulciando questo saggio (in inglese):
How creativity works di Jonah Lehrer, che è un divulgatore scientifico piuttosto noto in USA.
Interessante! Parte destra e sinistra del cervello, illuminazioni più o meno implausibili...
La cosa carina di Amazon è che dei testi in ebook fa scaricare un estratto, così si può vedere se il libro vale la pena oppure no. Basta scaricare l'applicazione kindle sul computer e il gioco è fatto.
Vi cito un pezzo di Luisa Carrada, nel cui blog mi sono imbattuto per caso e che mi ha portato al saggio di Lehrer:
Tra cliccare, andare su Amazon e scaricarlo non è passato più di un minuto e subito ero catturata dalla storia dell’invenzione di un oggetto quotidiano, lo Swiffer. Imagine parte così, dalla pulizia dei pavimenti. E prosegue con un giovanissimo Bob Dylan in piena crisi creativa.
Ho passato sul libro l’intero pomeriggio, nonostante il lavoro incombesse. Ma mi sentivo ampiamente giustificata: Lehrer spiega benissimo come e perché tra gli ingredienti indispensabili per far maturare le idee e creare qualcosa di nuovo ci siano anche la rilassatezza, il far nulla, il sogno ad occhi aperti, il pensare ad altro. O il fare una doccia calda. Sì, l’effetto creativo della doccia calda ha solidissime basi scientifiche!
Lo spiega portandoci nei meandri del cervello, nei laboratori dove i neurofisiologi pongono alla gente strani quesiti e osservano cosa succede nella loro testa, in aziende tradizionalissime eppure straordinariamente creative. Ma soprattutto ci porta nella mente e nei testi degli scrittori e ci fa scoprire perché Bob Dylan per scrivere le sue canzoni più belle dovette arrivare al punto di abbandonare tutto, e perché invece W.H. Auden avesse bisogno di impasticcarsi in continuazione per rifinire i suoi versi. Ma ci sono anche T.S. Eliot, Jack Kerouac, Virginia Woolf.
Il bello di questo bellissimo libro è che la scrittura è presa come paradigma di ogni processo creativo.
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